L’arte e la strada…

L’idea me l’ha data il video postato da un collega/amico Antonello Sacchetti sul suo blog sull’Iran, ““Diruz””. Si parla di artisti di strada, di writers, o giù di lì, che in Iran sono una cosa non così comune o per lo meno non così conosciuta.

Gli artisti del video postato da Antonello si firmano Icy and Sot e sono due fratelli originari di Tabriz. Il loro è uno pseudonimo, spiegano in un’intervista, che li aiuta a mantenere un profilo basso in un Paese in cui una simile forma d’arte potrebbe dare luogo a fraintendimenti e ad accuse di filo-occidentalismo. Del resto, la street-Art è illegale anche in altri Paesi.

Icy e Sot utilizzano la tecnica degli stencil che della calligrafia, delle miniature, della tradizione e dell’immaginario pittorico persiano, quello che si ritrova anche in molte scene raffigurate nei classici tappeti, ha in effetti ben poco. Lavorano con spray e con rulli riproducendo  immagini dal sapore non strettamente politico, ma assai evocativo: peace, freedom e justice; bimbi che chiedono l’elemosina o seduti in un cantuccio, lì in una delle strade di Teheran che se non guardi bene, due volte, ti paiono reali; uomini segnati dall’età, donne velate e anche John Lennon, con i suoi immancabili cerchietti dorato poggiati sul naso. Arrivano con il loro zainetto muniti di spray, colla e rullo e in pochi minuti trasferiscono le loro opere sulle pareti e regalano loro la vita di strada, distratta ma vera.

Sono a Teheran, ma potrebbero essere a New York o Parigi. Negli Stati Uniti, in realtà ci sono arrivati davvero, portati da Shervin Shahbazi, nel 2009, insieme ad altri artisti come loro. From the Streets of Iran è il nome della mostra itinerante che testimonia come nella Repubblica Islamica dell’Iran, nonostante i tentativi di tutelare una certa tradizione, per bastare a se stessi, senza aprirsi troppo all’esterno, la street art esista e non è un fenomeno sporadico. Come testimoniano questi link: http://www.facebook.com/IranGraffiti e http://irangraffiti.blogspot.it/ e http://www.kolahstudio.com/Studio/ attraverso cui è possibile fare una mappatura della diffusione di quest’arte urbana che non pare temere né limiti, né limitazioni.

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