Andiamo al cinema!

Uno sguardo all’indietro. L’esperienza della guerra nel cinema iraniano è il nome della rassegna cinematografica che dal 4 al 6 ottobre sarà ospitata dal Cinema Trevi, a Roma, in Vicolo del Puttariello 25.

Si tratta di una finestra aperta sulla storia iraniana e su una delle sue più alte espressioni artistiche contemporanee.

La cinematografia iraniana sembra essere stata scoperta, in Italia, soltanto negli ultimi tempi, prima con Persepolis, poi con I Gatti Persiani fino all’exploit di Una separazione che da Berlino a Los Angeles ha vinto quasi su tutti i fronti possibili (Premio Oscar 2012,Orso d’oro, Orso d’argento, British Independent Film Awards 2011, Sydney Film Festival, Golden Globe 2012, London Critics Circle Film Awards 2012, Premi César 2012 , David di Donatello 2012, solo per citarne alcuni). Fino a pochi anni fa, nella migliore delle ipotesi, il cinema iraniano era per pochi palati raffinati, per i cinefili -o cinéphile come amano definirsi quelli un po’ più snob, che già in una città come Roma dovevano affrettarsi per non rischiare di perdere le opere di Kiarostami, Panahi, Makhmalbaf padre e figlia a cui venivano concesse solo le sale minori, d’essay, e per periodi limitati. Business is business e il cinema non fa eccezione. Ma la produzione e la tradizione filmica persiana è ben più ampia e precedente. Oggi, per colmare le lacune di molti, l’Istituto Culturale iraniano, in collaborazione con la Cineteca nazionale, porta per la prima volta sullo schermo in Italia quattro film che fotografano una delle fasi più importanti e allo stesso tempo più drammatiche e violente della storia della Repubblica Islamica: la guerra Iran- Iraq, dal 1980 al 1988.

La rappresentazione della trincea in A passo di marcia, quella dei sentimenti di un uomo e di una donna che il conflitto pone irrimediabilmente su due versanti opposti in Lacrime di ghiaccio, lo sguardo su un drappello di prigionieri iracheni considerate vittime dello stesso dramma che affligge i soldati iraniani che li devono scortare (in Pullman notturno) e, infine, il dramma dei sopravvissuti ai bombardamenti chimici in M come madre.

La proiezione dei quattro film selezionati sarà preceduta da un incontro su “Letteratura e cinema di guerra”, con la partecipazione di Felicetta Ferraro (Ponte33 Edizioni), Bianca Maria Filippini (Università della Tuscia), Marina Forti (Il Manifesto).

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