Che cosa succede a chi s’innamora della Persia?

Domani a Roma, alle ore 19.30, presso la Biblioteca Rispoli, Antonello Sacchetti presenterà il suo ultimo libro “Trans-Iran” (Infinito ed.). Toccherà a me rivolgergli qualche domanda.
Partiamo dal presupposto che ho trovato il libro piacevole, scorrevole e fruibile, “Trans-Iran” mi è apparso, da un lato, un invito a conoscere questo favoloso Paese, dall’altro, una sorta di compendio per chi l’Iran lo conosce già e magari (come me) ha un po’ di nostalgia…”Tran-Iran” è un viaggio personale attraverso l’Iran, la sua cultura, la sua storia, i sui usi, i suoi poeti, artisti, pensatori…senza la pretesa di approfondire o analizzare, ma con l’auspicio di squarciare quella patina di luoghi comuni e pregiudizi che molto spesso si applicano a un mondo molto più vicino al nostro di quanto non sembri.
Prefazione di Babak Karimi, cineasta iraniano e attore in “Una separazione”, film Premio Oscar come miglior pellicola straniera del 2012 (“Un Paese senza cultura è un Paese senza identità. E senza un’identità sociale non ci sarà mai un’identità politica. Consiglio vivamente la lettura di questo libro non solo agli amici italiani, ma soprattutto agli amici iraniani che da anni sono lontani da questo meraviglioso e sempre sorprendente Paese”.
Introduzione di Anna Vanzan, islamologa e iranista (“L’Iran non è privo di contraddizioni stridenti e grandi problemi. Ma per chi cerca anche l’‘altro’ Iran, consiglio la lettura di questo libro”)

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