Bibi, il lupo e la lettera…a New York

L’Iran è la principale minaccia per Israele. Continuano a esserne convinti in Israele e l’Assemblea Generale dell’Onu è stata, anche quest’anno, il luogo ideale per ribadirlo. Soprattutto dopo l’exploit di Rouhani e l’inaspettato calore ricevuto a New York. Soprattutto dopo quella telefonata e le rassicurazioni giunte anche da John Kerry che si è detta possibilista su un accordo sul nucleare iraniano entro 3 – 6 mesi. Cosa ha fatto dunque in questo due giorni Benjamin Netanyahu? Prima ha cercato di mettere in guardia Obama e i suoi alleati di ferro che il lupo perde il pelo ma non il vizio e che, in sostanza, l’Iran sta cercando di guadagnare terreno per avere il tempo di portare avanti i suoi progetti nucleari: “Iran wants to be in position to rush forward and build nuclear bombs before the world can prevent it”. Ma scolorare questo momento dai toni dell’ottimismo è una missione molto difficile per il primo ministro israeliano. Perché la storia è fatta di momenti e questo, pare, è quello in cui, al di là delle indubbie ragioni geostrategiche, all’Occidente piace poter pensare all’Iran in modo diverso. E’ forse il famoso new deal che il nuovo establishment di Teheran sta proclamando e, almeno formalmente, attuando. Un nuovo corso che Netanyhu ha già bollato, insieme al nuovo presidente: “Ahmadinejad was a wolf in wolf’s clothing. Rouhani is a wolf in sheep’s clothing”.

Ahmadinejad un lupo vestito da lupo e Rouhani il lupo vestito da pecora. E’ un tentativo estremo quello del leader israeliano, di fronte alla platea riunita al Palazzo di Vetro. Ed ecco che dalla delegazione iraniana giunge la risposta. 

Un testo in cui si ribadisce l’impegno iraniano nello sciogliere i nodi della questione, sottolineando come la Repubblica Islamica non sia interessata ad avere armi nucleari e abbia già “cooperato con l’Aiea ben oltre i suoi obblighi legali” e come, da parte sua, l’Agenzia Atomica, lo scorso 23 agosto, abbia continuato a verificare la congruenza fra quanto dichiarato in forza del suo Accordo di Salvaguardia e quanto ritrovato (letteralmente:“the Agency continued to verify the non-diversion of declared material declared by Iran under its Safeguards Agreement”). E ancora, si legge ne testo: In realtà, l’unico che è veramente nelle condizioni di dover essere istruito a riguardo è Israele che è il solo, in tutto il Medio Oriente, non firmatario del Trattato di Non Proliferazione”.

Qui la lettera della delegazione all’Assemblea Generale dell’Onu.

 

 

 

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