Neve sui pini

snow on the pinesQuattro anni per scriverlo; uno e mezzo per vincere le resistenze politiche e burocratiche nel suo Paese e un premio all’IFFA, l’Iranian Film Festival Australia, ricevuto pochi giorni fa. E oggi è arrivato in Italia, a Roma, dove l’ha portato l’Asiatica Film Mediale.

“The snow on the pines” è il titolo del primo film da regista (anche ideatore e sceneggiatore) di Peyman Moaadi conosciuto dal pubblico di tutto il mondo per il ruolo di Nader, protagonista accanto a Leila Hatami di “Una Separazione”, Orso d’Oro a Berlino, Golden Globe e Oscar come  miglior film straniero.

E ancora una volta Peyman Moad si confronta con il tema dei cambiamenti di vita dopo una separazione, questa volta da dietro la macchina da presa (tranne che per un breve cameo). E lo fa da un punto di vista completamente femminile, quello di Roya, interpretata da Mahnaz Afshar, che con dolore e dignità reagisce al tradimento e alla fuga di suo marito con una ragazza più giovane. Un dramma dei sentimenti che prende spunto dall’esperienza di Moaadi, figlio di un avvocato costretto a confrontarsi con temi simili. Un tema certo non originale che, come ha spiegato oggi l’autore, presente in sala sarebbe potuto essere ambientato a Roma, come a New York o, appunto, a Teheran, una metropoli dove tutto, anche il modo di

WP_001909vivere i sentimenti, non è così lontano da quello di altri grandi città. E le donne fin dall’inizio si percepiscono come protagoniste attive di ogni frammento narrativo, anche i più brevi; le donne vengono dipinte come artefici del proprio destino.  Un vero e proprio manifesto di una società che si descrive troppo spesso in maniera schematica e stereotipata:  Roya invece è capace di prendere in mano la sua vita; mantenersi da sola e corteggiare anche un altro uomo. Tutto ovviamente rispettando regole e dettami sociali e politici che regalano quell’aura di poesia e di rarefazione alla cinematografia iraniana. Tutto ciò non è stato sufficiente, però, ad aggirare i limiti governativi che hanno bannato per un anno e mezzo “The snow on the pines”, la cui proiezione è stata vietata anche in occasione dell’assegnazione del premio dell’Iranian Film Critics and Screenwriters Guild, lo scorso gennaio.

Bello. Da vedere.

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