Il lato oscuro

È una storia macabra, una di quelle che stuzzicano le fantasie, anche più pruriginose, quella che è tornata a far parlare i media italiani di Iran. Niente nucleare, Siria, Ginevra II. Nessuna impiccagione o storie di arresti di oppositori (anzi, semmai, per rimanere in tema la notizia degna di nota è l’allegerimento delle condizioni di Karroubiclerico-iraniano-picchiato-da-una-donna-la-pe-L-CNMdeP(1) ora ai domicilairi dopo piu di quattro anni di detenzione..).

Nulla di tutto questo. Ma sempre di stereotipi, da cronaca nera in questo caso, si tratta. E ancora una volta, proprio mentre la nuova condanna ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito ha riacceso i dubbi e le morbosità per la morte di Meredith Kercher, una studentessa straniera, questa volta iraniana, è stata uccisa probabilmente dai suoi coinquilini, a Milano. Una coppia composta da due indiani, da anni in Italia, con cui lei pare non avesse ottimi rapporti, ragion per cui avrebbe a breve lasciato l’appartamento. G.K.e R.S. (queste le iniziali dei loro nomi) hanno confessato di aver trovato la giovane già priva di vita e aver tentanto, presi dal panico, di disfarsi del corpo. Il corpo dopo essere stato trasportato in un trolley da Lecco fino a Venezia è stato gettato in un canale, e ritrovato nel weekend appena trascorso. Le ricostruzioni, però, secondo gli inquirenti non ritornano ed è scattato il fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ignoto il movente. Gli inquirenti, come di consueto, stanno scavando nella vita della ragazza e al di là delle prime ricostruzioni giornalistiche che avevano paventato la fine in un gioco erotico, quello che ne è uscito fuori è il ritratto di una ragazza come tante, con una forte passione per l’arte e per il cinema. Mahtab era arrivata a Milano da Teheran da due anni per specializzarsi in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Un profilo, anche questo, piuttosto comune tra gli studenti iraniani…Sulla stampa di Teheran la notizia non sembra avere avuto grande eco, così come non ce n’è traccia sul sito della Irib, la radio che trasmette in più lingue, compreso l’italiano, e neanche su quello di Press Tv, che trasmette in inglese e copre più o meno tutte le zone del mondo. Eppure si tratta di un episodio, per fortuna, non comune e quindi giornalisticamente non irrilevante, secondo le regole classiche del giornalismo.

Niente politica, stavolta, quando si parla di Repubblica Islamica, nessuna strumentalizzazione né cliché per il momento…e dispiace che sia stato proprio un evento così tragico ad aprire una finestra “normale” sulla vita di una giovane iraniana, uguale a quella di tante fino al suo tragico epilogo, e ad averla resa nota a chi conosce questo Paese solo per le solite vicende

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